La scatola dei ricordi

La scatola dei ricordi. Fotografie con ricordi perduti

Ridare nuova vita alle fotografie di famiglie, ai ricordi dei tempi passati è un impegno che ciascuno dovrebbe sentire. Ogni persona dovrebbe sentire la responsabilità di conservare e storicizzare la storia del proprio passato e quello di chi la ha preceduta. Capire come aver cura dei supporti, dalle vecchie fotografie, dei negativi, come scegliere cosa salvare e come archiviare affinché quella raccolta possa diventare documento storico per le generazioni a venire.

Acquisire le conoscenze di base sui materiali antichi, la loro conservazione e i materiali da utilizzare. Come ricostruire i frammenti di storia attraverso un metodo che, lentamente, consenta di ridare valore, non solo affettivo, a un passato. Formare una cultura della “conservazione” che sia antagonista all’epoca attuale profondamente a-storica e senza consistenti prospettive sul futuro. Metodi e tecniche di facile applicazione.

I temi dell’incontro

  • Inquadramento
– Storia e materiali
– Caratteristiche
 
  • Ambito degli interventi
– Il valore storico-sociale e del territorio
– Come scegliere cosa conservare con cura
– Come ricostruire le storie dietro alle fotografie

  • Scelta dei materiali da e per la conservazione
– Gli strumenti
– Il metodo
Relatore: Tullio Fragiacomo
Socio fondatore de “La Cordata” è esperto in gestione della conoscenza e per molti anni è stato docente (non strutturato) di “Teorie e tecniche del commercio elettronico”, “Tecniche informatiche per la conoscenza” presso l’Università di Trieste. Attualmente è rimasto nell’alveo dell’università come cultore della materia in “Sociologia dei processi culturali e comunicativi” – SPS/08.
Si occupa di fotografia dalla fine degli anni Settanta e da 30 si interessa di comunicazione e cultura dell’immagine. È stato direttore del “Dipartimento Sistemi Informativi” e collaboratore del “Dipartimento Attività Culturali” della FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche).
Attualmente è membro del “Dipartimento Didattica” della stessa Federazione. Nel 2000 è stato insignito dell’onorificenza di “Benemerito della Fotografia Italiana”.
Ha tenuto moltissime conferenze, corsi e seminari e ha presentato altrettante mostre fotografiche, presso innumerevoli soggetti impegnati nell’ambito culturale.
Negli ultimi tre lustri ha approfondito le tematiche del portfolio fotografico, orientando gli studi sulla semiologia del discorso curando, con particolare attenzione, la teoria dell’immagine nell’era postmoderna e dei nuovi media.

3 Commenti

  1. Tullio

    Spunti di riflessione

    Non c’è famiglia che non abbia in un qualche cassetto fotografie in bianco e nero di tanti anni fa o altre, a colori, di anni più recenti. Poi, quasi di colpo, vent’anni fa, queste “memorie” hanno iniziato lentamente a trovare nuove collocazioni. E’ vero, anche prima i vecchi album, godevano di rare visite ma erano sempre a portata di mano e di … memorie. Una fruizione comune capace evocare ricordi per rafforzare l’immagine di ieri e creare suggestioni di vita in chi allora non c’era.
    Il primo consiglio è quello di valutare i supporti (integrità e stato) con l’eventuale presenza dei negativi o delle lastre (che un tempo venivano restituiti molto raramente). E’ un’operazione lenta che richiede qualche decisione sul metodo a seconda della consistenza del patrimonio di immagini. Si tratta, cioè, di trovare un punto di equilibrio fra lo stato di conservazione, il soggetto (la conoscenza che si ha e altri dati storici) e la presenza di altre fotografie simili.

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  2. Tullio Fragiacomo

    Spunti di riflessione
    Consiglio per il primissimo approccio a una raccolta dimenticata.

    Può capitare che dopo molti anni si scopra qualche vecchio album di fotografie con, verosimilmente, mezzo e più secolo di vita.
    In ogni caso è opportuno garantire una adeguata pulizia delle mani, anzi, meglio ancora, dotarsi di quei economicissimi guanti di cotone che si trovano nelle “drogherie” di un tempo o in una delle catene di negozi specializzati in questo campo. Costano quanto un cappuccione e sono ideali per questo mestiere.
    La prima ricognizione, potrà sembrare banale, riguarda proprio le condizioni fisiche del supporto. Se le condizioni sono buone, ovvero non ci sono sfaldamenti e le pagine interne appaiono regolarmente una sopra l’altra si può aprirlo e iniziare la prima ispezione che non riguarda le immagini ma il modo con il quale sono fermate sul supporto. Bisogna valutare se è stata utilizzata della colla oppure quella semplice ma potente tecnologia che si chiama “Angolini trasparenti per fotografie”. Verificare quanti sono rovinati e pensate se acquistare o meno una scatolina di questi perfetti ausili per le nostre fotografie. Il costo è di circa una decina di Euro per 500 triangolini.

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